La mia prima “non partenza”

Adoro il giorno prima della partenza di ogni viaggio, è uno tra i miei momenti preferiti!

Un insieme di adrenalina, felicità, curiosità, tutte sensazioni bellissime che mi danno la carica per affrontare al massimo la mia nuova esperienza. La mente parte già il giorno prima secondo me e comincia a immaginare luoghi, persone. Mi faccio sempre mille domande, chi incontrerò, cosa vedrò, dove dormirò e quanto mi divertirò.

Cerco di partire sempre con poche aspettative in modo che ogni nuovo viaggio diventi il più bello!

donna, sole, tramonto, mare

Poco più di una settimana fa era quasi tutto pronto: la valigia,  i documenti in borsa, la macchina fotografica carica. Mancavano solo poche cose: ero pronta a partire: la nave mi aspettava in porto a Savona.

Tutto era accordato nei dettagli con le mie compagne di viaggio, in particolare con Erica. Abbiamo programmato questo viaggio in cinque minuti un pomeriggio, sognato e desiderato la nostra settimana di vacanza assieme dopo tanto. Immaginavamo già la nostra Gran Suite Panorama, le avventure sicuramente indimenticabili, le risate, il disordine in cabina, i milioni di selfie che ci saremmo fatte. Dentro di noi sapevamo già che questa sarebbe stata una vacanza unica e indimenticabile come tutte le altre che abbiamo fatto assieme.

ragazze, salto, tramonto, sole

Il destino però questa volta con me non è stato molto buono, anzi! A poche ore dalla partenza la mattina del venerdì non stavo bene, ma mi sono detta, tu non puoi stare male devi partire quindi alzati e comincia a preparare tutto. Ho prese mille pastiglie, le ore passavano e stavo sempre peggio, vedevo sempre più nitida l’immagine della nave che partiva senza di me. Non potevo crederci, Elena non può non partire! Ho contattato medici e infermieri amici sperando che loro trovassero una soluzione immediata, mi dicessero ma certo Elena riposa un po’, domani starai benissimo e potrai partire. Così non è stato anzi, alle sette di sera sono crollata sia fisicamente che moralmente e per la prima volta in tanti anni ho deciso che avrei cancellato un viaggio. Faccio fatica a scrivere queste righe ho ancora il magone, sembrerà esagerato ma per me i viaggi sono la vita. Dovevo avvisare il mondo di questa mia decisione che nessuno si sarebbe mai aspettato e dopo aver avvisato familiari, amiche e colleghi (per procedere con le pratiche dell’annullamento) la telefonata più difficile è stata quella alla mia amica e compagna di viaggio Erica, avevo quasi paura di deluderla per non essere riuscita a farmi forza e a stare bene.

Noi siamo sempre positive, troviamo sempre la soluzione a tutto, e mi ricordo le sue parole: “Elena tu non puoi non esserci, non è vero quello che mi stai dicendo. Giro per la casa a vuoto, devo fare mille cose e non riesco a fare nulla pensando che domani al porto non ci sarai”.

Era ormai tardi e stravolta dalla giornata, guardando la valigia arancione vuota e chiusa in camera mia, mi sono addormentata. Alle sei del mattino, l’orario previsto per la partenza, mi sono svegliata, e ho pensato, alla mia prima non partenza.

sveglia, lancette, tempo, ora

Risultato: una settimana di malattia, da impazzire! Stare a casa è stata durissima, a parte l’essere costretta a stare a letto (per una iperattiva come me sembrava impossibile), bere thè e mangiare nulla (per una mangiona come me sembrava impossibile), fuori dalla finestra un tempo atroce, è sempre piovuto ed è sempre stato grigio. Il mio fisico che era debolissimo, ho dormito tanto. Devo ringraziare mia mamma in primis che mi è sempre stata vicino con mille attenzioni e mi ha coccolata, mia sorella, mia nipote che mi faceva impazzire dalle risale, le mie amiche che mi sono venute a trovare. Una cosa positiva c’è, quando mi sono un pò ripresa, per passare il tempo ho fatto tre torte in due giorni, questo non ricapiterà più nella mia vita credo, odio cucinare. Ho anche sistemato tutti quei cassetti di una casa, con carte e reperti storici che vengono aperti solo durante le lunghe giornate di malattia.

pioggia, luce, lacrime, tristezza

La mia testa e il mio cuore invece per tutta la settimana sono stati in crociera. Hanno visitato le città, vissuto la nave, si sono rilassati e divertiti, loro sono partiti.

Le giornate passavano e non ho smesso nemmeno per un minuto di pensare alla Erica, dov’era, cosa faceva, se si divertiva. Non vedevo l’ora di vedere un suo messaggio o di ricevere una sua chiamata. Anche questo però non ha giocato a mio favore visto che non c’era connessione, in nave il cellulare non prendeva! Finalmente quando è arrivata in Italia, sono riuscita a sentirla, mi ha cambiato la giornata. Vi dico la verità non vedevo l’ora tornasse.

Oggi finalmente l’ ho anche vista, ho visto le foto e sono davvero stupende! Non ci smentiamo mai ci sono bastate due ore assieme e abbiamo già pensato ai nostri prossimi tre quattro viaggi. Sono sicura che se c’era ancora un po’ di tempo forse prenotavamo già un volo!

Per noi non esiste si potrebbe fare, per noi è gia fatto.

volo, aereo, tramonto, cielo

A volte nella vita si programmano tante cose ma non si può mai sapere come andrà, cosa succederà.  Io avrei scommesso mille cose ma mai avrei pensato di cancellare un viaggio, sono così forte che nulla mi può fermare, invece non è sempre così. Per una viaggiatrice come me la decisione di non partire è stata una delle più difficili e combattute.

Spero ancora dentro di me che tutto questo sia un sogno, di sentire la sveglia suonare alle cinque, alzarmi assonnata, chiudere la valigia e partire per la Crociera.

bambine, mani, amicizia, smalto rosso

Ciao Elena

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