New York, New York

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Quando parlo di New York mi si illumina il viso, me lo sento dire spesso. E’ l’effetto che questa città fa a chi la visita: tutti si ripromettono di tornare almeno una volta, c’è chi sogna di trasferirsi e chi ci vorrebbe lavorare…diciamo che è un viaggio che lascia il segno.

Partenza il 16 marzo 2010, 7 notti, 8 amici e 2 appartamenti: questo è stato il mio viaggio nella Grande Mela.

Tutto è iniziato in ufficio, quando io ed Elena troviamo un’ottima tariffa aerea su un volo diretto Venezia – New York con la compagnia statunitense Delta. Quindi, senza pensarci troppo, inviamo una mail agli amici con i dettagli del viaggio per sondare il terreno per eventuali adesioni. Tempo qualche ora ed abbiamo fatto un gruppetto di 8 persone, 4 maschi e 4 femmine: perfetto, prenotiamo!

Chi aveva più dubbi sulla destinazione era mio marito Nico (a quel tempo fidanzato), il quale, appassionato delle mete di mare, pensava che questo non fosse un viaggio a lui congeniale in quanto non attratto dalla grande città. Inoltre, dal momento che ad Ottobre avremmo dovuto sposarci, pensava che non fosse il caso di partire.Ovviamente siamo andati a New York, è rientrato entusiasta e il 9 Ottobre ci siamo sposati!

Che viaggio ragazzi! Abbiamo vissuto la città giorno e notte, grazie anche alla forza del gruppo: se uno è stanco viene trascinato dagli altri.

Partivamo al mattino dopo aver fatto colazione tutti assieme nell’appartamento di noi ragazze e la colazione era un rito: muffin, latte e succo di frutta rigorosamente in formato gigante stile telefilm americano che compravamo nel supermercato sotto “casa”. Per combattere la stanchezza e il mal di gambe c’era un aspirina a testa, anche questa nel barattolo formato gigante made in Usa. Prima di uscire facevamo una telefonata a casa sfruttando un servizio dell’appartamento che permette di chiamare i numeri fissi gratuitamente: i genitori erano preoccupati perché ci sentivamo troppo spesso!

Le nostre giornate trascorrevano tra musei, parchi, quartieri più o meno famosi, negozi, negozi (l’ho già scritto vero???). Non ci siamo fatti mancare niente: abbiamo assistito al musical Mamma Mia a Broadway, ad una messa gospel ad Harlem, abbiamo affittato una limousine e per accontentare i ragazzi,  abbiamo fatto il tifo per i New York Knicks al Madison Square Garden. 

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Rientravamo in appartamento la sera, dopo una giornata piena e, facendoci forza l’uno con l’altro, ci   preparavamo per uscire. Dopo una doccia e un ottimo hamburger da Jakson hole eravamo pronti (alcune sere meno pronti e più stanchi) per vivere la notte newyorkese tra la 10th e l’ 11th : locali notturni, ragazzi e ragazze che sembravano uscire dalle sfilate di moda, code lunghissime fuori dalle discoteche, luci e musica che provenivano dai tetti degli edifici.

A New York si cammina tanto: i blocks (isolati) sembrano interminabili e l’attrazione da visitare chissà come mai è sempre al prossimo block a destra :-)

Si usano  molto anche i mezzi pubblici, quali metro e bus. Tuttavia, la voglia di scoprire ogni angolo della città, così diversa da quartiere a quartiere, associata al desiderio di vedere qualcuno essere rincorso sulle scale antincendio di qualche grande edificio, modello film poliziesco visto solo in tv, ci ha fatto camminare per chilometri e chilometri. E’ meraviglioso che per controllare le condizioni meteo si debba stare con il naso all’insù e sbirciare tra un grattacelo e l’altro per scoprire se c’è il sole o se è nuvoloso! Questa città ha la capacità di farti vivere emozioni, la sensazione che sentivo era quella di essere proiettata all’interno di un film: luci, colori, paesaggi e luoghi che mi sembrava di conoscere e di aver già visto, senza parlare poi dei famosissimi “hot dog on the corner”. Quando si passeggia per Manhattan ci si rende conto che la maggior parte dei film sono ambientati tra le sue vie e i suoi palazzi. Noi ci divertivamo molto ad associare i film ai luoghi che visitavamo, ci sembrava normale anche vedere uscire il fumo dai tombini.

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E’ ancora vivo il ricordo della visita all’Empire State Bulding: l’emozione di salire in ascensore fino all’ottantaseiesimo piano di un grattacielo enorme, guardare giù e vedere quei minuscoli taxi gialli sfrecciare, il Chrysler con la sua punta d’acciaio, il “ferro da stiro”, Central Park e rendersi conto di essere su un isola, un isola di grattaceli tutti illuminati.

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Quando ripenso a quanto abbiamo visto in quella settimana mi sento ancora stanca e mi riprometto che la prossima volta a New York, che ci sarà sicuramente, trascorrerò le mie giornate solo a fare shopping, bere un drink in qualche lounge bar sul tetto di un Hotel e resterò seduta sulla scalinata di Time Square ad osservare la gente che passa e i tabelloni pubblicitari animarsi.

Voglio solo respirare l’energia che questa città è capace di offrire!

xoxo Erica

Non perdetevi  New York, consigli prima della partenza.

CONSIGLI DI VIAGGIO

Per sfruttare al massimo il tempo consiglio di acquistare il  New York City Pass:  un carnet  di biglietti prepagati che permette di risparmiare tempo (evitando le file alle biglietterie delle attrazioni più importanti della città) e denaro (pagando meno il biglietto d’ingresso).

Per quanto riguarda la sistemazione, noi abbiamo optato per gli appartamenti di usabound nell’ Upper Est Side di New York. Consiglio questo tipo di soluzione a chi, come noi, piace l’idea di vivere più da vicino la città, il quartiere e, perché no, di risparmiare. Le stanze degli appartamenti sono molto luminose, arredate con mobili moderni e nella piccola cucina c’è tutto l’indispensabile. Di contro, l’edificio è “vecchiotto” e gli infissi e i bagni dovrebbero essere rinnovati.  A qualche centinaia di metri c’è il capolinea del M79, l’autobus che con poche fermate porta sulla Lexinton, una linea della metropolitana diretta in centro.

In sintesi, consiglio questa location a gruppi di amici ed a famiglie, in quanto il rapporto qualità-prezzo è sicuramente vantaggioso. Nel caso di coppie, consiglio una posizione più centrale. Per non spendere una follia una buona sistemazione è rappresentata dall’hotel Wolcott, posizionato proprio dietro l’Empire State Building. Se invece preferite hotel di categoria più alta c’è l’imbarazzo della scelta e ne ho molti da suggerirvi!

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9 Risposte

  1. ELENA ha detto:

    … eccomi qua … sono Elena… nominata anche in qualche racconto …volevo lasciare un commento per questo fantastico blog… che dire… Erica questo blog ti rappresenta… bello, solare, organizzato, spensierato, dinamico, interessante, completo come te!….. e potrei aggiungere ancora mille aggettivi per descriverlo e per descriverti… complimenti! mi emoziono ogni volta che leggo e rileggo un tuo racconto, e credimi li ho già letti tutti mille volte!! … questo di New York però è il mio viaggio preferito!! .. trasmetterai tantissime emozioni alle persone che leggono i tuoi racconti…e fai venir voglia di preparare la valigia e partire subito… che dire.. sono fiera di te (come sempre…) complimenti per la bellissima idea, per l’impegno che ci metti e perchè ci fai sognare!!! … e spero di essere nominata più volte nei prossimi tuoi racconti di viaggio… perchè significa che ho scoperto nuovi angoli di mondo in tua compagnia! BRAVA ERICA! la tua amica…. e compagna di viaggio…

  2. stefania ha detto:

    Molto bello e ti viene voglia di fare la valigia e prendere subito l’ aereo per New York. ….o qualsiasi altra meta. Bravissima con questo blog riesci a trasmettere la tua passine e l’amore per i viaggi e non solo. Grazie

  3. sabina ha detto:

    Brava erica! Complimenti! Proprio bello questo blog! Che dire delle emozioni che fai nascere con i tuoi racconti
    Sono stata in alcuni di questi luoghi e mi hai fatto ricordare tante cose
    Di questi viaggi quelli che mi sono rimasti nell’anima sono new York e Lampedusa!
    Continua così

  4. sedia ha detto:

    Grazie per l’aiuto. Luca Trentino

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